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C'è tempo fino a dicembre 2019 per ottenere i crediti ECM necessari. Novità anche sulle sanzioni

13/05/2019

Le sanzioni ai medici che non si aggiornano sono una delle novità probabili dal 2020, annunciate da alcuni segnali importanti.
 Primo, il triennio formativo 2017-19 sta per finire e servirà per recuperare anche i crediti mancati nel precedente 2014-16; per il prossimo triennio, mentre si attende la nuova Commissione per la formazione continua in Agenas gli ordini hanno la consegna di avvisare gli iscritti in "deficit" con il punteggio. Una lettera inviata dal presidente Fnomceo Filippo Anelli ai presidenti di Ordine e Commissione albo odontoiatri ribadisce che "l'aggiornamento è requisito indispensabile per svolgere attività professionale da dipendente o libero professionista e il medico, per tutta la sua vita professionale, deve perseguire aggiornamento costante e formazione continua assolvendo agli obblighi formativi".
C'è poi la recente sentenza di secondo grado della Commissione Esercenti Arti e professioni sanitarie CCEPS che ribadisce la sospensione per 3 mesi di un dentista aostano, chiamato in causa per un contenzioso, e colpevole di non aver accumulato punti sufficienti. La stessa Federazione sta trasmettendo agli ordini i dati sui crediti accumulati dagli iscritti presso il portale delle professioni Cogeaps. Da alcuni commentatori si è levata l'osservazione secondo cui dal 2020 gli Omceo che non punissero chi a fine 2019 non abbia totalizzato un numero di crediti pari al fabbisogno potrebbero essere sanzionati per omissione di atti d'ufficio.

Per Roberto Stella, Coordinatore Nazionale Area Strategica Formazione della Fnomceo, è del tutto prematuro ipotizzare scenari futuri. «Di qui a fine triennio mancano otto mesi e il tema non sarà all'ordine del giorno. Né fin qui lo prevede alcuna normativa. Come istituzione, l'ordine è chiamato a fare presenti le situazioni agli iscritti e a sensibilizzarli sull'importanza di adempiere all'aggiornamento. Ma l'ECM è un obbligo individuale, del medico e non dell'Ordine. La responsabilità in caso di mancato aggiornamento è del professionista. L'Ordine deve fare in modo che l'iscritto si adegui, non deve lasciare nulla d'intentato affinché la sua formazione sia all'altezza di prestazioni di qualità per i pazienti. Se nuove norme contempleranno sanzioni ordinistiche per chi non si aggiorna, ne andranno valutati tempi, entità e modalità. Al presente le priorità sono altre» (da Doctor33).