LA POSIZIONE SIPMeL SUL NUOVO TARIFFARIO
11/08/2026
Il Presidente SIPMeL Dott. Antonio Antico ha scritto un documento SIPMEL sul nuovo tariffario.
Riportiamo integralmente il testo del Presidente come posizione SIPMeL sull’argomento:
Diagnostica di laboratorio: oltre le tariffe serve una nuova governance. Test reflex e pannelli diagnostici per un SSN più sostenibile
Aggiornare i nomenclatori e correggere le tariffe è necessario, ma non basta. La sostenibilità della diagnostica passa dalla capacità di governare la domanda, ridurre gli esami impropri e costruire percorsi diagnostici integrati. Test reflex e pannelli diagnostici possono diventare strumenti strategici per una sanità più efficiente e orientata al valore.
La revisione tariffaria interviene sul finanziamento delle prestazioni, ma non risolve le criticità organizzative e cliniche che determinano inappropriatezza, ripetizioni e uso inefficiente delle risorse. La nuova sfida per il Servizio sanitario nazionale è trasformare il laboratorio da semplice luogo di esecuzione degli esami a nodo strategico della governance clinica. Per farlo servono regole condivise, sistemi informativi evoluti e una programmazione nazionale accompagnata da modelli regionali omogenei.
Il problema non è solo quanto costa un esame, ma perché viene richiesto
La diagnostica di laboratorio rappresenta una componente essenziale del percorso assistenziale: sostiene la prevenzione, orienta le decisioni cliniche, monitora le terapie e contribuisce in modo determinante alla gestione delle patologie croniche.
Negli ultimi anni, tuttavia, il settore è stato interessato da una crescita significativa della domanda, dall’aumento delle possibilità diagnostiche offerte dall’innovazione tecnologica e da una progressiva frammentazione dei percorsi assistenziali.
In questo scenario, limitarsi alla revisione delle tariffe significa intervenire solo su una parte del problema. Un sistema tariffario adeguato è indispensabile per garantire equilibrio economico e sostenibilità dei servizi, ma non modifica automaticamente i comportamenti prescrittivi, non riduce la variabilità clinica e non migliora l’organizzazione dei percorsi.
La vera questione di governo è un’altra: come garantire che ogni esame venga richiesto quando realmente necessario, interpretato correttamente e inserito in un percorso assistenziale appropriato?
Tre leve per una diagnostica più sostenibile
- Revisione tariffaria
Garantisce il corretto riconoscimento economico delle prestazioni e l’equilibrio tra costi di produzione e finanziamento pubblico. - Test reflex
Consentono approfondimenti automatici e standardizzati quando un risultato iniziale rende clinicamente indicato procedere. - Pannelli diagnostici
Organizzano le richieste intorno a specifici quesiti clinici, riducendo frammentazione e variabilità prescrittiva.
Test reflex: quando il laboratorio contribuisce alla decisione clinica
Uno dei principali cambiamenti organizzativi necessari riguarda il ruolo del laboratorio. Il modello tradizionale, basato sulla semplice esecuzione degli esami prescritti, deve evolvere verso un sistema nel quale il laboratorio contribuisce attivamente all’appropriatezza diagnostica.
I test reflex rappresentano uno degli strumenti più concreti in questa direzione.
Si tratta di percorsi nei quali un esame aggiuntivo viene attivato automaticamente sulla base del risultato di un test iniziale, secondo criteri predefiniti e validati.
L’obiettivo non è aumentare il numero degli esami effettuati, ma eseguire ulteriori approfondimenti solo quando sono realmente giustificati.
Un esempio consolidato è rappresentato dalla funzione tiroidea: il TSH viene utilizzato come primo livello diagnostico e, in caso di alterazione, il laboratorio procede automaticamente con FT4 e, se previsto dai protocolli, FT3. Altro esempio di efficacia diagnostica è il test ANA reflex per le malattie autoimmuni sistemiche e/o organo specifiche.
Attualmente l’applicazione di reflex anche quando costituiscono una pratica potenzialmente virtuosa presentano degli impedimenti burocratici in alcune regioni che rendono il processo poco efficace.
Lo stesso modello può essere applicato in numerosi ambiti:
- anticorpi anti-HCV positivi seguiti da HCV-RNA per confermare l’infezione attiva;
- HBsAg positivo seguito da ulteriori marcatori virologici;
- anomalie dell’emocromo seguite da revisione microscopica dello striscio periferico;
- alterazioni urinarie compatibili con infezione seguite da urinocoltura.
Il valore del reflex testing è soprattutto organizzativo: riduce tempi, evita richieste successive riducendo le liste di attesa, limita prelievi ripetuti e rende più uniforme il percorso diagnostico.
Non basta automatizzare: servono regole cliniche condivise
L’introduzione dei test reflex richiede però una governance rigorosa.
Un algoritmo diagnostico non può sostituire il giudizio clinico, ma deve rappresentare uno strumento di supporto costruito sulla base di evidenze scientifiche.
Per questo sono necessari:
- criteri nazionali o regionali condivisi;
- validazione da parte delle società scientifiche;
- monitoraggio degli esiti;
- aggiornamento periodico dei percorsi.
Il rischio da evitare è che una cattiva progettazione degli algoritmi generi nuove forme di inappropriatezza.
Pannelli diagnostici: organizzare la complessità senza moltiplicare gli esami
Un secondo strumento strategico è rappresentato dagli accorpamenti diagnostici.
La logica dei pannelli non deve essere quella di offrire più prestazioni contemporaneamente, ma quella di costruire percorsi coerenti rispetto a specifici bisogni clinici.
Un paziente con sospetta anemia, ad esempio, può beneficiare di un percorso integrato che comprenda gli esami più rilevanti per distinguere le principali cause del problema, evitando richieste frammentate e successive integrazioni.
Lo stesso approccio può essere applicato alla gestione delle patologie croniche, dei percorsi endocrinologici, della funzione renale o epatica.
Il vantaggio è duplice:
- maggiore rapidità decisionale per il medico;
- maggiore efficienza organizzativa per il sistema.
Ma anche in questo caso la parola chiave resta appropriatezza. Un pannello costruito senza criteri clinici può aumentare il numero di risultati incidentali, generare approfondimenti inutili e produrre costi aggiuntivi.
Confronto sintetico
|
Aspetto |
Test reflex |
Accorpamenti |
|
Principio |
Aggiunge esami in base a un risultato iniziale |
Raggruppa più esami in un unico percorso |
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Obiettivo principale |
Approfondire solo quando necessario |
Semplificare e organizzare la richiesta |
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Punto di forza |
Appropriatezza e rapidità |
Efficienza e completezza |
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Rischio principale |
Algoritmi inadeguati |
Eccesso di informazioni/esami |
La sfida per il SSN: passare dalla logica della prestazione alla logica del percorso
Il futuro della diagnostica di laboratorio passa quindi da un cambio culturale.
Il tema non è semplicemente remunerare correttamente ogni singolo esame, ma governare l’intero processo diagnostico.
Questo implica una responsabilità condivisa tra:
- Ministero della Salute;
- Regioni;
- Aziende Sanitarie;
- Professionisti Clinici;
- Specialisti di Laboratorio.
La diagnostica deve essere considerata una componente strategica della programmazione sanitaria e non soltanto un insieme di prestazioni da acquistare.
Proposta operativa: una strategia nazionale per l’appropriatezza della diagnostica
Per rendere concreto questo cambiamento sarebbe utile promuovere un programma nazionale articolato su alcune azioni:
- Definizione di un quadro nazionale di riferimento
Il Ministero della Salute, con il coinvolgimento delle Società Scientifiche e delle Regioni, potrebbe individuare criteri comuni per l’introduzione dei principali percorsi reflex e dei pannelli diagnostici. - Integrazione nei sistemi informativi regionali
Gli algoritmi reflex dovrebbero essere integrati nei software di laboratorio e nei sistemi di prescrizione elettronica, garantendo tracciabilità e monitoraggio. - Valutazione degli impatti clinici ed economici
Ogni percorso dovrebbe essere accompagnato da indicatori di risultato: riduzione dei tempi diagnostici, appropriatezza delle richieste, risparmio di risorse, miglioramento degli esiti. - Formazione dei professionisti
Medici prescrittori e professionisti di laboratorio devono essere coinvolti nella progettazione e nell’utilizzo dei nuovi modelli.
Conclusione
La revisione delle tariffe rappresenta un passaggio necessario, ma la sostenibilità della diagnostica non può essere affidata soltanto a un aggiornamento economico.
Il Servizio sanitario nazionale ha bisogno di una nuova governance della diagnostica: più integrata, più digitale e più orientata al valore.
Test reflex e pannelli diagnostici non sono semplicemente strumenti tecnici, ma elementi di una trasformazione organizzativa più ampia: passare da una sanità che misura il numero delle prestazioni erogate a una sanità che misura la qualità delle decisioni cliniche.
La sfida non è fare più esami. È fare quelli giusti, al momento giusto, per il paziente giusto.